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Avigliana - Borgate

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Perché un interesse paticolare verso “le nostre borgate”? Poiché riteniamo che, in questi anni, dal “Potere Centrale”, se così possiamo definirlo, pochissima attenzione è stata rivolta a quei cittadini che, bontà loro, vivono alla periferia della città; periferia intesa, ovviamente, in senso urbanistico e non in senso umano.Le cosiddette “borgate”, che ruotano attorno al nucleo centrale della nostra città, che contribuiscono attivamente allo sviluppo del tessuto economico, sociale e produttivo della stessa, sono, da sempre, dimenticate dalle amministrazioni che si sono susseguite. Se escludiamo, infatti, alcuni interventi sporadici, dovuti principalmente alle emergenze che si sono venute a creare nell’arco degli anni, mai abbiamo avuto l’onore di vedere attuati piani d’intervento strutturali che potessero rivalutare le aree indicate

 

Iniziamo il percorso che ci porterà a visitare tutte le borgate della nostra amata città da Drubiaglio

Quanti di voi, cari lettori, conoscono la storia locale? Quanti conoscono i fatti che, in epoca romana, portarono queste terre ad essere testimoni di atti che segnarono la storia?
 
 
DRUBIAGLIO
 

 

Sconfitto Annibale, nel 58 a. C. Cesare intende passare in Gallia, dopo essersi recato nella Cisalpina per raccogliere truppe: i Romani muovono da una località che Cesare ricorda come "Ocelum", da identificarsi, quasi certamente, con Drubiaglio.

 

La potenza romana induce re Donno ad accordarsi con Cesare. I popoli delle Alpi sono sottoposti definitivamente al dominio romano. Le tribù del re Cozio, figlio di Donno, resistono e depongono le armi solo quando il loro capo intavola trattative di pace. L'accordo tra i Romani e Cozio è ricordato con l'erezione dell'Arco di Susa (9-8 a. C.).

 

Uno dei meriti dei re coziani è quello di aver iniziato la costruzione di un sistema viario tale da trasformare la vita economica e sociale della valle: grazie al ritrovamento di alcune pietre miliari è possibile ricostruire il tracciato della strada che da Torino conduce al Monginevro. Esso muove da Porta Segusina, posta tra via Garibaldi e via della Consolata, raggiunge la stazione di Ad Quintum Lapidem, a Collegno. Si giunge poi Ad Octavum, presso Alpignano, per poi arrivare Ad Decimun, ciò a dieci miglia da Augusta Taurinorum. La via consolare segue il tracciato Rivoli - Avigliana, tenendosi discosta dal corso della Dora e piega a nord in direzione di Almese dove supera la "Duria Minor" in regione Malano. La zona è importante: aDrubiaglio è posto l'"Ocelum" e presso la stessa Malano si trova la stazione Ad Fines dove è posta la tassa sulle merci in transito.

 
BERTASSI
 

borgata sicuramente particolare e singolare sotto il profilo istituzionale, poichè divisa tra due Comuni, Avigliana e Sant'Ambrogio.

La cosa è molto curiosa, tanto che ho provato a cercare se vi fosse qualche ragione storica che potesse giustificare una simile situazione geografico-istituzionale.

Dagli scarsi documenti ritrovati, pare si debba risalire al secolo XIII, quando la Valle di Susa era un'importante via di commercio, rappresentando un naturale percorso di transito verso le regioni Transalpine. Con la pace, ottenuta nel 1265 (dopo anni di lotta), tra il Conte Pietro II di Savoia e gli Astigiani, la via di transito a lungo chiusa, riapre con gran vigore.

Quella del Moncenisio, come detto, è la strada più importante per le fiere Francesi, e il traffico commerciale era regolato dai pedaggi nel tratto da Torino a Susa e annotato scrupolosamente dai gabellieri.

Poiché il pedaggio ad Avigliana si trovava non lontano dalla regione Bertassi è probabile che questo territorio abbia mantenuto una sua caratteristica “sovracomunale” a ricordo di privilegi ed individualità che erano consuetudine in quei tempi.

Ora però i privilegi si sono trasformati in svantaggi, e mi riferisco in particolar modo alla gestione del famoso “conoide”, attivo sul versante d'Avigliana e inattivo sul versante di Sant’Ambrogio.

Che strano potere hanno i nostri Comuni, riescono a dividere quello che la natura crea!

Difficile spiegare ai cittadini che una semplice riga di divisione su una mappa può permettere edificabilità o completo blocco urbanistico e questo nello stesso ambito naturale.

Non si tratta di sola fantasia, le stesse costruzioni in atto, infatti, confermano una situazione a dir poco paradossale.

Come paradossale è, avere due plessi scolastici, due acquedotti, doppie raccolte rifiuti e dulcis in fundo anche due Diocesi, come se anche il buon Dio volesse questa divisione!

Che dire poi della viabilità, dopo secoli troviamo ancora strade molto simili a quei tempi, il collegamento da e per Avigliana è una gimcana continua tra buche e rattoppi.

GIRBA – TETTI COLOMBO – CASE FLIS

Dove la natura la fa ancora da padrona, anche se, in tutti questi luoghi, venendo gradatamente a mancare gli abitanti, le case sono cambiate.

Documenti sulle storie di queste borgate pare, purtroppo, non ve ne siano; alcuni secoli or sono, però, la vecchia cascina centrale di borgata Girba, situata sulla provinciale che collega Avigliana con Giaveno, sicuramente, ospitò un convento di frati.

A poche centinaia di metri dalla borgata Girba si trova la cascina Morelli dove l’8 dicembre si festeggia la festa della Madonna Immacolata; questa antica cascina forse risalente al ‘700 appartenne all’illustre famiglia dei Morelli che vivevano nel centro di Giaveno,

La cascina fu infatti acquistata dal colonnello Giacinto Morelli e conseguentemente ereditata dai suoi figli. Questa grande struttura racchiude un piccolo gioiello, la cappella costruita nel 1862 dedicata a Maria Immacolata.
La Cappella era ed è ancora oggi per i parrocchiani di Santa Maria di Avigliana, l’unico edificio della zona aperto al culto in cui si celebra la festa dell’Immaccolata.
In queste borgate fino a qualche decennio fa prevalevano l’allevamento di bestiame, l’agricoltura e la frutticoltura, i contadini rifornivano giornalmente il mercato di Giaveno, molto ricercata e famosa era la mela “magniulei” tipica della zona e purtroppo oramai estinta. Con lei sono scomparse anche le figure caratteristiche di contadini e montanari che con il loro grande amore per la terra facevano sì che i territori al margine delle città fossero dei piccoli paradisi.
Ora i prati incolti, i frutteti abbandonati e i boschi che poco alla volta si appropriano del territorio la fanno da padroni.
 

Fonte: Archivio Lega Nord Avigliana 


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