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Territorio - Parchi

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Curiosità dal Territorio

I massi erratici sul territorio dell'anfiteatro morenico

 


 

Parco naturale dei Laghi di Avigliana

  
 L'Area Protetta:
 
Gestore: Ente di gestione del Parco naturale dei Laghi di Avigliana
Sede: Via Monte Pirchiriano, 54 - 10051 Avigliana (TO)
Tel: 011/9313000-9341405
Fax: 011/9328055
E-mail: parco.avigliana@reteunitaria.piemonte.it
Superficie: 409,39 ha
Provincia: Torino
Istituzione: 1980
  
 L'area intermorenica aviglianese situata allo sbocco della Valle di Susa costituisce un territorio che, pur nella sua limitata estensione, annovera una notevole varietà di ambienti e di situazioni ecologiche. L'elemento centrale di questo ambito nel quale convivono a stretto contatto l'uomo moderno e la natura è rappresentato dai Laghi di Avigliana che sono, insieme alle imponenti formazioni moreniche che li circondano, una testimonianza degli ultimi due periodi glaciali. Da quando, diecimila anni fa, l'imponente ghiacciaio wurmiano si è ritirato la storia naturale di questi piccoli bacini si è intrecciata con quella dell'uomo sempre presente sulle loro rive. L'evoluzione del clima, della fauna e della flora ha condizionato le popolazioni che hanno occupato la bassa valle fino all'avvento dell'era industriale, quando il massiccio sfruttamento delle risorse idriche ed energetiche e l'estesa urbanizzazione hanno cambiato antichi equilibri. Alle soglie del loro undicesimo millennio il futuro dei Laghi di Avigliana dipende dalle strategie di ricupero e riqualificazione ambientale che l'uomo saprà mettere in atto: l'istituzione del Parco è al tempo stesso una sfida e una speranza.
 
I motivi principali sui quali si basa l'attività del Parco sono: la salvaguardia della zona umida dei Mareschi, il ripristino delle condizioni idrobiologiche dei laghi eliminando le cause d'inquinamento, il controllo e la disciplina del territorio, la valorizzazione dell'area e l'incentivazione delle attività produttive rispettose delle integrità ambientali.
Pur nella sua limitata estensione, poco più di 400 ettari, quest'area riveste un notevole interesse storico e naturalistico. In particolare nel Parco sono presenti tre biotopi diversi, ma intimamente interconnessi, costituiti dai due bacini lacustri, dai rilievi collinari e dalla zona umida dei Mareschi.
Data la sua posizione geografica, la zona ha subìto nel corso dei secoli una massiccia antropizzazione di cui sono preziosa testimonianza gli oggetti risalenti alla preistoria riapparsi durante gli scavi per l'utilizzazione della torba (oggi conservati in tre musei: Museo di Antichità di Torino e Musei delle Facoltà di Geologia ed Antropologia dell'Università di Torino).
Protetta dalle dorsali di Montecapretto e del Pezzulano, con i resti del castello, la città di Avigliana si è sviluppata nei secoli rivestendo il ruolo di fiorente città di "frontiera" ed oggi si fa ammirare per i monumenti medievali lungo le sue suggestive vie.  
 
 Il Parco non si propone solamente di proteggere un angolo di natura ma vuole anche realizzare una stretta simbiosi con la città di Avigliana fondata sul rispetto degli equilibri naturali.
Con il passare del tempo sono stati predisposti numerosi servizi (sentieri, strutture informative, ecomuseo della pesca, varie pubblicazioni, cartina per orienteering) che intendono soddisfare le esigenze dei fruitori. In particolar modo si è instaurato un continuo rapporto didattico con le scuole (visite guidate, conferenze, proiezioni) incentrato sulla conoscenza e valorizzazione dell'ambiente e si sono realizzate infrastrutture rivolte ai portatori di handicap (piste ad accesso facilitato, leggii in braille, audiocassette per non vedenti, tavoli e parcheggi riservati).
Particolarmente interessanti sono i "punti museo" dislocati nel Parco allestiti sul tema della pesca nei laghi di Avigliana in tutti i suoi aspetti: naturali, tecnici, economici partendo dall'Età del bronzo (II millennio a.C.) fino alla metà del XX secolo.
 
 
I Laghi
 
 L'origine dei laghi di Avigliana e dell'anfiteatro morenico risale alle ultime due grandi glaciazioni pleistoceniche: quella rissiana (230.000 anni fa) e quella würmiana (120.000 anni fa) quest'ultima direttamente responsabile della formazione dei laghi.
Molto probabilmente le vicende glaciali generarono quattro bacini lacustri due dei quali, la torbiera di Trana e l'attuale zona umida dei Mareschi ben presto interrati dai detriti che scendevano dalle colline circostanti.
Nel passato, gli scarichi fognari hanno immesso nei due specchi d'acqua quantitativi elevati di elementi nutritivi (soprattutto fosfati e nitrati) la cui digestione causa la diminuzione dell'ossigeno disciolto nelle acque, soprattutto nel periodo estivo.
L'ittiofauna è caratterizzata prevalentemente da ciprinidi (cavedani, carpe, scardole), specie piuttosto resistenti alle condizioni sopra descritte. Fra i pesci presenti nei due laghi ricordiamo ancora: il luccio, il pesce gatto, l'alborella, la tinca, la carpa, il cavèdano, il persico reale, il persico sole e il persico trota (quest'ultimo solo nel Lago Grande) e l'anguilla.
I bacini lacustri hanno peculiarità individuali che li differenziano l'uno dall'altro. Il Lago Piccolo (60 ettari, 356 m. s.l.m.) che riversa le proprie acque nel Lago Grande (90 ettari, 352 m s.l.m.), presenta senza dubbio maggiori caratteristiche di naturalità poiché è circondato da boschi, prati e da una discreta fascia di canneto.
 
 
 Centinaia di volatili di varie specie quali moriglioni, morette, alzavole, fischioni, gallinelle d'acqua, mestoloni si concentrano sui laghi, in particolar modo nel periodo autunnale ed invernale.
Il Lago Piccolo è particolarmente interessante per l'osservazione dei germani (in netta maggioranza), delle folaghe che tranquillamente nuotano sulle sue acque, degli aironi cenerini e dei cormorani immobili sui rami dei saliconi ormai bianchi del loro guano.
Tra gli animali più caratteristici segnaliamo lo svasso maggiore la cui spettacolare parata di corteggiamento, chiamata danza dello specchio, è osservabile a fine inverno - inizio primavera.
In seguito il nido galleggiante, costruito dalle coppie, e i pulcini portati sul dorso dai genitori nei loro primi spostamenti sono dimostrazioni pubbliche che si offrono a tutti gli appassionati di bird-watching.
 
Fonte: www.parks.it

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